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Finanziamento ai partiti, il virtuoso modello a 5Stelle e lo strano caso "Siracusa"

Di battista davant al donamat
Di Battista davanti al "Donamat", strumento portatile automatico per donare al Movimento
Seppur virtuoso il modello di finanziamento grillino, presenta a livello locale delle criticità. Chi gestisce i soldi raccolti? Come vengono spesi? Quali sono le garanzie e le regole di trasparenza adottati nei confronti degli attivisti e degli elettori?

Quando abbiamo cominciato questa inchiesta sul finanziamento delle diverse forze politiche, (Articolo relativo al modo utilizzato da tutti i maggiori partiti) ha destato molto interesse quello adottato dal nascente Movimento 5 Stelle per diverse ragioni.

  • Il sostegno dal basso, attraverso le donazioni dei cittadini.
  • Il taglio degli stipendi dei parlamentari.
  • Gli eventi di autofinanziamento come le cosiddette “pizzate”, dove i parlamentari per una sera servono pizze alle persone comuni e ai loro attivisti.

 

Un sitema virtuoso che ha dato la possibilità a consiglieri comunali, deputati regionali e parlamentari nazionali di fare politica e di rinunciare al tradizionale finanziamento pubblico utilizzato fino al 2017 dal resto degli altri partiti.

Ricordiamo per dovere di cronaca che a partire dal 2018 il tradizionale metodo di finanziamento pubblico è stato abolito. I partiti, che hanno uno statuto regolarmente depositato presso le camere, possono oggi contare solamente sul 2 per mille dell’Irpef.

In un secondo approfondimento abbiamo intervistato il deputato regionale Abruzzese, Domenico Pettinari, il quale ha indicato i diversi metodi di finanziamento del suo “partito", anche se partito non è': donazioni, taglio degli stipendi dei parlamentari ed eventi di autofinanziamento.

Lo stesso parlamentare ha però rimarcato in maniera perentoria che:

mentre le donazioni sul sito ufficiale nazionale si possono sempre fare, nei territori, ovvero nelle regioni, province e comuni è assolutamente vietato raccogliere soldi al di fuori delle campagne elettorali, dove si può operare per il tramite di un mandatario elettorale, unico privato al di fuori del candidato che può gestire fondi pubblici, e degli eventi singoli o campagne programmate di autofinaziamento.

Ma quello che doveva essere il resoconto di un modello virtuoso, che in parte lo è senza dubbio, ha raccolto strada facendo diverse criticità sopprattutto quando si affronta il tema della trasparenza nelle numerose periferie del Paese.

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Se è facile infatti per un attivista conoscere quanti soldi sono stati raccolti dalle donazioni attraverso la piattaforma nazionale, più complicato appare capirci qualcosa quando si comincia a scendere nel dettaglio delle regioni, ma soprattutto delle province. Nessun sito ufficiale e nessuna comunicazione di trasparenza viene data agli attivisti dei tanti meetup. Nessuno che dice quanti soldi sono stati raccolti, e soprattutto come sono stati spesi.

Una galassia di piccole realtà che si sono organizzate in piena autonomia spesso senza alcuna campagna elettorale in corso e senza un evento di autofinaziamento aperto. Un sistema che diventa difficile quantificare e intercettare anche per le eventuali autorità competenti e gli organi di controllo.

Man mano che l’inchiesta è andata avanti è maturata l’esigenza di approfondire ascoltando la voce dei diretti interessati. Siamo riusciti così ad intercettare voci di dissenso di attivisti che però hanno sempre preferito restare nell’anonimato per paura di essere buttati fuori dal movimento al minimo cenno di critica al sistema.

Questo fino a quando ci siamo imbattutti nell’interessante vicenda di un attivista siciliano che dopo diversi anni di militanza e di donazioni, incuriosito come noi su come venivano gestiti i soldi raccolti in regione e provincia, ha deciso di fare alcune domande al comitato dei garanti di riferimento. Dopo diverse email inevase e stanco del silenzio imbarazzante ha deciso di abbandonare il Movimento 5Stelle e rilasciarci una serie di dichiarazioni nella breve intervista di seguito disponibile.

Secondo quanto ci racconta Giovanni Napolitano, ex attivista 5Stelle di Siracusa, pare che i conti di riferimento per le donazioni avvengano attraverso la piattaforma Paypal e abbiano come beneficiari persone private.

Quello della regione sicilia per esempio, ha come intestazione “MOVIMENTO 5 STELLE SICILIA, DITTA INDIVIDUALE BAGHERIA”.

 

Ma l’anomalia non finisce qui. Come continua a dirci Giovanni:

“Ho chiesto anche come mai la pagina istituzionale del deputato regionale Stefano Zito, (FOTO 1) parlamentare pentastellato siracusano eletto per la seconda volta al parlamento siciliano, abbia un link che rimanda al sito del movimento 5 stelle della provincia di Siracusa (FOTO 2) e sul quale appare in maniera fissa e continua un pulsante di donazione paypal. Conto con beneficiario privato tanto per cambiare”.

Riprende:

“Io non so se tutto questo si può fare o meno, anzi, sono certo che si può, ci tiene a ribadire Giovanni, ma certamente è un mio diritto di donatore sapere da chi e come vengono gestiti e amministrati i soldi che i cittadini donano. E come me tantissimi simpatizzanti che hanno sostenuto all’ultima tornata elettorale il M5S e che hanno messo mano al portafogli avrebbero diritto di sapere. Dalla provincia alla regione quanti sono i fondi raccolti, quanti i soldi spesi, come sono stati spesi e se hanno prodotto interessi. Naturalmente tutto nel nome della trasparenza”.

 

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Cambiando argomento e spulciando tra la carta stampata ed i giornali locali online, veniamo a sapere anche che Giovanni Napolitano qualche mese addietro è stato vittima di un inquietante atto di intimidazione attraverso il recapito di una busta anonima contenente un proiettile ed una lettere che lo intimava a fare silenzio poichè stava parlando troppo. Episodio subito denunciato alla Polizia e su cui gli inquirenti stanno ancora indagando.

“Io un’idea me la sono fatta, ci dice nell’intervista Giovanni, ma preferisco non parlare e lasciare che siano le autorità a trovare la risposta. Mi è dispiaciuto solamente apprendere di alcuni ‘attivisti’ che hanno sarcasticamente commentato che la pallottola me la sarei recapitata io”.

 

Giovanni è un uomo di successo, giovane, 46 anni, ed è un imprenditore che, tornato dagli Stati Uniti, ha sempre cercato il modo di contribuire al cambiamento della sua città natale. Sostenendo il Movimento 5Stelle di Siracusa pensava di poter avere un giorno l’opportunità di impegnarsi attivamente per la corsa al Palazzo Comunale, magari attraverso le "comunarie" del M5s. Così non è stato. Deluso dalle tante vicende che lo hanno visto coinvolto, e su cui adesso vuole solamente stendere un pietoso velo di silenzio, ha avuto la solidarietà di molti siracusani e l’invito da diverse forze politiche territoriali a continuare il suo impegno civile.

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Per un dato puramente statistico, di tutte le pagine istituzionali, dei parlamenti regionali, di deputati a 5Stelle di tutta Italia (97 in tutto), quella dell'Onorevole siciliano Stefano Zito è l’unica che rimanda ad un sito che raccoglie in maniera permanente fondi su paypal per il Movimento 5Stelle. Se il medesimo  volesse fornire dettagli e precisazioni ai suoi attivisti elettori e ai nostrei lettori, saremmo lieti di ospitare una sua replica nelle nostre pagine.

, MAURO D’AGOSTINO

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Ritratto di Silvio Aparo

Biografia

Silvio Aparo nasce a Siracusa nel 1971 ma comincia i primi passi professionali a Milano, presso la redazione de “La Voce” di Montanelli, dove nel 1994, in qualità di photo editor, è parte del team creativo del giornalista Vittorio Corona.
Corrispondente del Giornale di Sicilia dal 2004 fino al 2011, si occuperà anche di ricerca, sviluppo, progettazione editoriale e nuovi modelli di business editoriali.
Dal mese di febbraio 2018 è fondatore e Direttore del quotidiano di inchieste e approfondimenti nazionali VoxPublica.it