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Rimosso a Roma il manifesto che ci ricordava il valore della vita

Il manifesto che vedete nella foto e che era presente a Roma è stato rimosso per una scelta istituzionale. Lo si è letteralmente considerato offensivo rispetto alla sensibilità pubblica. Forse perché ci ricordava del dramma legato all’aborto. Forse perché ci dava da pensare. O forse ancora perché chiamava in causa quella responsabilità e quel rispetto della vita che sono in contratso con la norma della valorizzazione illimitata del valore innalzata a unico valore riconosciuto entro gli spazi alienati della civiltà dei consumi.

Premetto che io sono convinto che la legge sull’aborto così com’è sia giusta: e lo è non perché sia un bene abortire (che è anzi un dramma per la donna e ovviamente per il feto), ma perché mettendo fuori lgge l’aborto il problema non si risolve. E soprattutto l’aborto non cessa di esistere.

Lo sappiamo bene. In assenza di una legge sull’aborto, i ricchi abortiscono egualmente e i poveri muoiono nel tentativo di abortire illegalmente. Non è dunque la legge che contesto, ma la violenza con cui è stato rimosso quel manifesto: che non offendeva nessuno e che poteva anzi essere motivo di dialogo socratico. E di educazione al rispetto della vita: la legge sull’aborto è giusto che vi sia (anche per le suddette ragioni), ma è altrettanto giusto che vi sia una diffusa educazione ai valori della vita e al suo rispetto.

Ammetterete che è quantomeno curioso che la nostra sensibilità non accetti questo manifesto e ne sia a tal punto scossa da doverlo rimuovere: e poi trovi normali e non offensivi i corpi mercificati e ignudi, aggrovigliati nelle pulsioni del plusgodimento, gender-fluid e gaudenti; o, ancora, i bambini impiegati come scimmiette al servizio della pubblicità. Dà da pensare. E, si sa, la cosa che più dà da pensare oggi è l’assenza di pensiero che ovunque si registra.

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Ritratto di Diego Fusaro

Biografia

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).