A differenza di altri giornali, non abbiamo creato un paywall (muro a pagamento): vogliamo mantenere il nostro giornale il più aperto possibile. Il giornalismo di VoxPublica impiega molto tempo, denaro e duro lavoro per produrre la qualità che state cercando. Se vogliamo restare indipendenti non possiamo essere finanziati dalla pubblicità, abbiamo quindi bisogno che i Lettori ci finanzino. Se vi piace quello che scriviamo contribuite a difenderlo, con voi il nostro futuro e il giornalismo libero saranno più sicuri. 
SOSTIENICI CON 3 EURO AL MESE
BRIONI PENNE

Inchiesta Brioni, novità sul caso mentre avanza la sommessa protesta degli operai

Sono trascorsi poco meno di 12 mesi da quando un incidente, accorso ad un giovane operaio della Roman Style di Penne, ci ha dato modo di parlare di questa importantissima azienda vestina. La lunga storia della Brioni nasce dall’acume di un imprenditore illuminato ed un sarto di rara capacità. Nel momento di maggiore splendore occupa circa 1500 unità lavorative conseguendo utili davvero importanti e rappresenta l’elite dalla moda maschile italiana nel mondo.

In estrema sintesi questa è stata la Brioni sotto la guida di Lucio Marcotulio, che in una intervista concessa qualche tempo fa ad un giornale, si autodefiniva “con la passione del pioniere e l’entusiasmo dell’esploratore…”, un imprenditore che ha realizzato “una attività imprenditoriale d’avanguardia, di superiore impostazione industriale, capace di rovesciare le ragioni dell’inarrestabile declino dell’antico mondo artigiano…”

Ci piace davvero ricordare questo grande personaggio che è riuscito a rendere grande un’azienda, un marchio ed un’area, quella vestina. Ci piace ricordare il rapporto uomo azienda, a cui Marcotullio teneva in modo particolare, e non riusciamo proprio a comprendere le attuali dinamiche della dirigenza Brioni che ci denuncia solo per aver riportato dei semplici, documentati e reali fatti di cronaca.

La conferma a quanto scritto, in questo tempo, l’ultimo episodio che si è consumato in azienda poche settimane fa. Una operaia viene chiamata in direzione per comunicargli un trasferimento: dalla sede di Penne viene spostata a quella distaccata di Civitella. L’operaia, che interpreta la cosa come un licenziamento forzato e senza incentivi, si parla da diverso tempo di questa esigenza aziendale, cosi come si evince da un comunicato della RSU dei tre stabilimenti in data 1 febbraio 2018, viene colta da un malore ed interviene in fabbrica il 118. Immediato il comunicato di un sindacalista che con una nota emana questo avviso:

“Buon pomeriggio a tutti… mi corre l’obbligo di scrivervi queste due righe a seguito dello spiacevole episodio accaduto questa mattina e del quale sono stato appena informato … a quanto pare una lavoratrice ha avuto un malore a seguito della chiamata da parte dell’azienda per lo spostamento a Montebello … al fine di evitare nuovi episodi del genere vi chiedo … nel caso sarete chiamati … di non farvi prendere da preoccupazioni e di chiamare un delegato sindacale della CGIL per farvi assistere al colloquio con l’azienda … fermo restando che è stato già sottolineato alla stessa di procedere con le eventuali chiamate rispettando la legge …questo sia per gli iscritti alla CGIL e per i non iscritti … NOI CI SIAMO!!!”.

Tale annuncio, di qualche settimana fa, ha destato, in molti, ulteriori preoccupazioni e forse proprio per questo siamo stati contattati da alcuni dipendenti, preoccupati anche del fatto che da oltre tre mesi non abbiamo più seguito, o meglio non abbiamo più pubblicato articoli sulle vicende Brioni.

Intanto la Brioni continua a trasferire operai da uno stabilimento all’altro, creando non pochi problemi a quanti non riescono a raggiungere agevolmente il posto di lavoro. Molti sussurrano che è una tecnica per indurre all’autolicenziamento ill personale che, esasperato da una tecnica che gioca al massacro, da parte dell’azienda, possono cedere con più facilità a proposte, a volte quasi capestre, da parte del management aziendale.

Al momento solo voci che vengono fatte trapelare sottovoce, la paura di ritorsioni è davvero tanta e nessuno, o quasi, ha il coraggio di rischiare il proprio posto di lavoro con una vera denuncia o protesta.

Noi, nel frattempo, tranquillizziamo tutti, la mancanza di articoli, per un lasso di tempo di 4 mesi,  è stata dovuto al fatto di aver cambiato testata e non abbiamo di certo ceduto di fronte alle minacce o forzature di vario genere dell’azienda Brioni .

Non abbiamo ceduto nemmeno di fronte alla denunce civili e penali che, in realtà,  sono state quasi un clamoroso autogol da parte dell’azienda come dimostra l’articolo  https://notiziario.ossigeno.info/2018/04/querela-sequestro-e-danni-per-critiche-ad-azienda-brioni-in-crisi-94674/

Saremo sempre dalla parte dei lettori, della legalità, del contropotere, della libertà e dell’imparzialità, come recita il nostro motto e non abbandoneremo nessuna battaglia e nessuna inchiesta solo e semplicemente per convenienza o per paura.

#voxpublica #inchieste #giornalismo_investigativo #cronaca #eventi #voxsocial #voxlab #voxclub abruzzo_voxpublica  #opinioni #libertà #legalità #imparzialità #contropotere #giornalismo_inchiesta #brioni #roman_style #penne #sindacati #ossigeno

 

Categoria:

Ritratto di Mauro D'Agostino

Biografia

Mauro D'Agostino nasce a Collecorvino, in provincia di Pescara nel 1955. Collabora con diverse testate giornalistiche producendo documentari in giro per il mondo. Nel 2017 è stato responsabile per l'Abruzzo del quotidiano online Corrierequotidiano.it. Nel 2018 è tra i cofondatori del quotidiano online VoxPublica.it