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Per un fronte unico degli sconfitti della mondializzazione

Per un fronte unico degli sconfitti della mondializzazione
Il potere dell’élite neo-feudale mobiliterà l’intero quadro degli oratores, dal clero regolare giornalistico al circo mediatico, dal clero secolare accademico ai nuovi mandarini intellettuali, per mantenere frammentata la base, in conflitto tra loro gli esclusi e in condizione di cattività simbolica la massa precarizzata.
Magari facendo in modo che seguitino a dividersi tra antifascisti e anticomunisti. 
Come sostiene un personaggio del dramma di Georg Büchner, "La morte di Danton", “vi sono orecchie per le quali il frastuono e il chiacchiericcio che ci assordano sono un fiume di armonie” . 
Il coro astrattamente polifonico e concretamente monoculturale del pensiero unico diffamerà e silenzierà chiunque proporrà la limitazione politica dell’economia (subito ostracizzandolo come fascista e stalinista), nuove sintesi che uniscano in lotta i servi anziché separarli (subito accusandolo di “rossobrunismo”), la riverticalizzazione del conflitto e il progetto politico del fronte unico del dissenso (immediatamente delegittimandolo come estremista, populista e terrorista). 

L’intensità della reazione demonizzante e ostracizzante da parte del nuovo clero costituisce, di conseguenza, la prova dell’efficacia teorico-pratica della via intrapresa nell’opposizione ragionata all’ordine dominante: con le parole di Don Chisciotte: “ci abbaiano Sancho, è segno che stiamo cavalcando”.

Il momento inaggirabile per il costituirsi del nuovo fronte degli offesi si condensa nelle parole delle Tesi di Lione di Gramsci (§ 29): “raccogliere intorno a sé e guidare tutti gli elementi che per una via o per un’altra sono spinti alla rivolta contro il capitalismo” .

Raccogliere intorno a sé e guidare significa non già ricadere nella frammentazione delle opposizioni – diverse per presupposti e per obiettivi – fintamente connesse, bensì riunire i dissensi e le proteste. Vuol dire inserirli in un orizzonte comune che, mediante inedite sintesi, conferisca ad essi un’unità e una direzione, nonché una koiné, una grammatica condivisa e inassimilabile per il polo opposto; di modo che l’orientamento teleologico resti stabilmente l’emancipazione dell’uomo dalla barbarie del classismo planetario e del monoculturalismo del mercato, in vista della semplicità che è difficile a farsi, ossia di una società democratica di individui egualmente liberi e solidali. La si potrebbe anche concepire, con Kant, come “regno dei fini” (Reich der Zwecke), ossia come democrazia delle libere individualità comunitarie ciascuna teoricamente considerata e concretamente trattata alla stregua di un fine in sé.

Non è rilevante quale sia la storia dei singoli, quale la loro provenienza, quale il loro credo d’origine. Ciò che conta è soltanto la direzione verso la quale sono disposti a procedere insieme: ed essa deve coincidere con il superamento operativo del modo capitalistico della produzione e con l’instaurazione di rapporti democratici e comunitari tra individui egualmente liberi su scala mondiale, sempre nel rispetto degli specifici radicamenti culturali e nazionali-popolari.

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Ritratto di Diego Fusaro

Biografia

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).