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“Al Vecchio Convento” il primo Albergo Diffuso della Romagna

È di proprietà della famiglia Cameli che lo gestisce da circa 40 anni. In cucina, Giovanni si alterna con i figli Massimiliano e Matteo. La sala è il regno di Marisa Raggi, la moglie di Giovanni
Portico di Romagna, uno dei tre paesi che danno vita al Comune di Portico e San Benedetto (gli altri sono San Benedetto in Alpe e Bocconi), è una piccola realtà di poche centinaia di anime placidamente adagiata nell’alta valle del fiume Montone. Per secoli questi territori hanno fatto parte della Romagna Fiorentina e ne conservano ancora oggi la struttura agraria, l’urbanistica e le varie architetture. Da Forlì, per arrivare da queste parti bisogna percorrere la Statale 67 Tosco Romagnola che si inerpica fino al Passo del Muraglione che divide l’Emilia Romagna dalla Toscana. Il primo paese che si incontra, dei tre che danno vita al Comune, è proprio Portico. Appena si lascia la Statale e si imbocca Via Roma, la strada principale di Portico, sembra di fare un balzo indietro di parecchi secoli. Il borgo è rimasto pressoché immutato ed il denso tessuto di storia e natura lo rendono particolarmente attraente. Il centro storico è caratteristico e suddiviso nei tre livelli dell’epoca: la parte alta con il Castello e la Pieve; quella intermedia, su via Roma, con i palazzi padronali del XIII e XIV secolo ed infine la parte bassa con le case degli artigiani e della plebe.

Una delle cose di cui gli abitanti vanno fieri è l’incontro fra Dante Alighieri e Beatrice Portinari sua musa ispiratrice per la Divina Commedia. Secondo una leggenda popolare, il “sommo poeta” e l’amata Beatrice si sarebbero conosciuti proprio a Portico. Presumibilmente, o quasi certamente, è solo una bella leggenda, però il fatto che Dante Alighieri arrivò in queste zone come esule, all’inizio del XIV secolo, ne ha alimentato i particolari trasformandola quasi in una notizia veritiera da parlarne con orgoglio. Da tramandarla di generazione in generazione fino ad oggi.
Portico mantiene viva un'antica tradizione: quella di allestire i presepi  lungo le vie del paese. Per tale motivo è conosciuto anche come “Il paese dei presepi”. Quindi le feste di Natale possono rappresentare l’occasione per visitare questo antico paese partendo dai tre Borghi (Piano, All’erta, Al ponte) fino allo splendido Ponte della Maestà, in pietra ad una sola arcata per poi passare al piano delle famiglie nobili impreziosito da tre portici differenti (del Mercato, della Fontana, della Pace) ed a quello superiore, del potere politico e militare, rappresentato dal palazzo dei Capitani, dalla torre civica, dalla chiesa del castello e dalla imponente torre Portinari, piena di presepi fino alla panoramica terrazza dell’ultimo piano.

In tale periodo, che in genere va dall’8 dicembre alla metà di gennaio, sono sempre in programma, nei giorni festivi, spettacoli di intrattenimento come concerti, canti, musiche, artisti di strada. Al crepuscolo si possono ammirare le illuminazioni degli allestimenti che creano un’atmosfera veramente suggestiva. E’ possibile ristorarsi con caldarroste, vin brulè, polenta, piadina fritta, tortelli alla lastra e dolci fatti in casa in appositi spazi lungo la via principale.

“Al Vecchio Convento” un interessante "Trestelle" in un bel Palazzo d'epoca 
All’inizio di via Roma, si trova anche un interessante albergo ristorante. Il nome: “Al Vecchio Convento”. Un piacevole “trestelle” collocato in un bellissimo palazzo in stile fiorentino del XVIII secolo, dove si respira un’atmosfera romantica e poetica. La sua particolarità, o meglio una delle tante, è quella di essere stato il primo Albergo Diffuso dell’Emilia Romagna e, per tale motivo, il posto giusto per “vivere la vacanza” in maniera diversa, entrando a far parte da subito del paese, per conoscere la Romagna, la sua cucina e le sue tradizioni.
Oggi le camere sono 16, a cui bisogna aggiungere alcuni appartamenti dislocati nel centro storico, a poche decine di metri dall’albergo. Gli interni, anche se dotati di ogni comfort, conservano le caratteristiche originali, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione.

I mobili sono tutti originali e risalenti alla fine del ‘700 e fatti costruire a suo tempo su misura per le camere di quei tempi. I tendaggi, gli oggetti in ferro battuto e le ceramiche dipinte a mano ad opera di artigiani locali contribuiscono al fascino antico di questo luogo.

La cucina è il regno Giovanni Cameli, dove si alterna con i figli Massimiliano e Matteo, due chef d’eccezione. Anche Giovanni è molto bravo ai fornelli. I piatti proposti sono al tempo stesso semplici e raffinati e reinterpretano in maniera sapiente le specialità tipiche della Romagna. Una deliziosa fusione tra la tradizione romagnola e le ricette di chef stellati. I prodotti utilizzati sono quasi sempre a “chilometro zero”: tartufi, funghi, cacciagione, prodotti dell’orto, salumi e formaggi dei migliori produttori. Inoltre, da primavera all’autunno l’orto fornisce ingredienti biologici di prima qualità.


Massimiliano che, oltre ad essere sommelier, è anche pasticcere, è l’autore dei tanti dolci che quotidianamente vengono proposti ai clienti. Matteo invece è molto bravo con l’arte bianca e prepara con maestria il pane che viene servito ogni giorno sulle tavole dei commensali. Il menù si può dire che cambia giornalmente.

La sala principale del ristorante, ricavata all’interno dell’antico granaio può ospitare un’ottantina di persone. Ci sono anche alcune salette, ciascuna per poche persone  per incontri e cene di lavoro. Qui la regina è Marisa Raggi, la moglie di Giovanni, che accoglie gli ospiti e propone loro le varie specialità gastronomiche. Per il miglior abbinamento cibo vino ci pensa Massimiliano che consiglia i giusti abbinamenti di vino scegliendo tra le circa 150 etichette, per lo più romagnole, della cantina fra cui Sangiovese, Albana, Pignoletto e l’onnipresente Cabernet Sauvignon.

Massimiliano e Matteo sono chef quotati, sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti e nuovi piatti. Vengono invitati molto spesso all’estero, il più delle volte nel Nord Europa, per far apprezzare la cucina romagnola anche a quelle latitudini. Grande successo ha avuto una loro recente “spedizione” in Islanda dove i due chef  hanno portato in degustazione tipicità della Romagna, in abbinamento con vini pure romagnoli. Il successo è stato enorme e per certi versi anche sopra le aspettative.
I due chef organizzano, assieme alla locale Pro Loco, anche la manifestazione “Chef sotto il Portico” che ogni anno, questa volta il 13 e 14 luglio, trasforma Portico di Romagna in un grande ristorante “open air”.

L’idea è venuta a Massimiliano durante uno dei suoi frequenti viaggi all’estero. Una decina d'anni fa, alcuni suoi amici chef avevano deciso di preparare i loro piatti in strada proponendoli poi ai passanti per renderli partecipi di un'esperienza di alta cucina. Da qui prese corpo l’idea di “Chef sotto il Portico”, giunta alla decima edizione, incentrata sulla partecipazione di una decina di chef internazionali, ogni anno diversi, che preparano i vari piatti direttamente in strada, per la gioia delle centinaia di persone che qui arrivano per effettuare un piacevole giro del mondo gastronomico che dura una sera, all’interno delle mura di questo borgo, che è indubbiamente uno dei più affascinanti e meglio conservati della Romagna.

Da vari anni la famiglia Cameli ha allargato i propri orizzonti proponendo agli ospiti anche varie attività collaterali. In tal modo ogni giorno, gli ospiti dell'albergo possono partecipare a qualcosa di diverso: dalle escursioni enogastronomiche in Romagna e nella vicina Toscana, alle passeggiate a cavallo per arrivare alle “uscite” in mountain-bike.

In programma anche "spedizioni" nei boschi alla caccia al tartufo (in compagnia di Matteo chef e tartufaio provetto che, assieme ai suoi cani da tartufo, guida gli ospiti nella ricerca del pregiato tubero) o escursioni  nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e nelle città d’arte della Romagna, ed ancora corsi per imparare a cucinare i tipici piatti romagnoli o per degustare i vini ed i prodotti tipici romagnoli o per conoscere i "segreti" della pittura ad acquerello con la guida di  diplomati dell'Accademia di Belle Arti.

Molto apprezzata anche la Scuola di italiano per stranieri che ha iniziato ad operare diversi anni fa nella canonica della chiesa di Santa Maria in Girone con insegnanti professionisti con, alle spalle anni, di esperienza nell'insegnamento a studenti stranieri. L'iniziativa è stata un successo ed oggi, da aprile a novembre, "Al Vecchio Convento" arrivano gruppi, soprattutto dal Nord Europa, animati dal desiderio di imparare la bella lingua di.......Dante.

Info e prenotazioni: www.vecchioconvento.it

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Ritratto di Tiziano Argazzi

Biografia

Tiziano Argazzi, giornalista pubblicista. I capelli bianchi, al pari dell’età, aumentano ma la passione per il turismo non accenna a diminuire. Da anni si diletta a scrivere di viaggi, vacanze e tempo libero, inserendo anche suggerimenti enogastronomici. Più recentemente, ha iniziato ad occuparsi anche di auto e motori. Fa parte di Neos, l’associazione che dal 1998 unisce giornalisti e fotografi che viaggiano per il mondo e lo documentano con parole e immagini e di Uiga l’Unione italiana giornalisti dell’automotive.