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Morto Giuseppe Ciarrapico

E' morto a Roma all'età di 85 anni Giuseppe Ciarrapico. A quanto apprende l'Adnkronos Ciarapico è deceduto questa mattina alle 7,40 nella clinica della Capitale Quisisana dove era ricoverato. Nato a Roma il 28 gennaio 1934 ha legato il suo nome numerose vicende della Prima repubblica. Imprenditore e politico è stato vicino alla corrente andreottiana. E' stato senatore nella sedicesima legislatura con il Popolo della Libertà. L'imprenditore romano era gravemente malato da tempo. Le sue condizioni erano peggiorate nell'ultimo periodo.

Cresciuto in Ciociaria dove aveva il centro delle sue attività imprenditoriali, in gioventù era stato un simpatizzante fascista, ma poi negli anni si era avvicinato alla corrente andreottiana della Dc, senza tuttavia abbandonare i rapporti con il segretario missino Giorgio Almirante. Una delle operazioni per le quali è più ricordato nella capitale è l'acquisto della As Roma, conclusosi nell'aprile del 1991. Ciarrapico dovette però lasciare la presidenza della squadra nel 1993. "L'#ASRoma esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell'ex presidente del club Giuseppe Ciarrapico", si legge sul profilo Twitter del club giallorosso.

Gianfranco Fini ricorda Giuseppe Ciarrapico "più per l'impegno negli anni difficili per la destra" che per il periodo in cui il centrodestra era al governo, "quando non abbiamo avuto modo di incontrarci. E' stato infatti uno dei primi e dei pochi -sottolinea l'ex leader di An all'Adnkronos- che negli anni Settanta e ancor prima ha dato vita ad un'editoria di destra, sempre convinto delle sue idee e senza alcun tentennamento". "Peppino Ciarrapico è stato un protagonista della vita italiana nelle sue molteplici vesti di imprenditore, editore, parlamentare, anello di congiunzione di diverse realtà politiche e finanziare. Una vita intensa, spesso in prima linea, talvolta costellata da scontri e amarezze", afferma Maurizio Gasparri di Fi che aggiunge: "Tra le tante fasi della sua vita voglio ricordare quella dell'editore di libri che rompevano un muro di silenzio e di censura sulla storia e sul pensiero del Novecento".

"Non lo definirei un amico di famiglia, ma sicuramente ebbe un rapporto cordialissimo con mio padre, che sicuramente sarebbe molto addolorato per la sua morte". Così Stefano Andreotti, figlio del sette volte presidente del Consiglio, ricorda Ciarrapico, "persona vulcanica", dice all'Adnkronos, elencando alcuni episodi legati ai rapporti avuti con il padre. "Innanzitutto l'intuizione del premio Fiuggi, alla cui assegnazione mio padre partecipava sempre molto volentieri. E a questo proposito come non ricordare la volta in cui ad essere prescelto fu Mikhail Gorbaciov". Di tutt'altro genere i ricordi legati a Ciarrapico presidente della Roma: "Da tifoso laziale -dice Stefano Andreotti- non conosco molto quella vicenda, ma penso che mio padre non lo costrinse ma certo lo convinse a prendere la proprietà della società". Infine l'attività di editore di giornali locali, "ai quali spesso mio padre collaborava con vari interventi". Nessun riferimento particolare invece al ruolo svolto come mediatore nella vicenda Mondadori: "Non sono a conoscenza di notizie specifiche oltre quelle già ampiamente note".