A differenza di altri giornali, non abbiamo creato un paywall (muro a pagamento): vogliamo mantenere il nostro giornale il più aperto possibile. Il giornalismo di VoxPublica impiega molto tempo, denaro e duro lavoro per produrre la qualità che state cercando. Se vogliamo restare indipendenti non possiamo essere finanziati dalla pubblicità, abbiamo quindi bisogno che i Lettori ci finanzino. Se vi piace quello che scriviamo contribuite a difenderlo, con voi il nostro futuro e il giornalismo libero saranno più sicuri. 
SOSTIENICI CON 3 EURO AL MESE

Lettere sulla solidarietà pelosa

Caro Stelio,
normalmente, preferisco non dare seguito alle tue considerazioni sia per non aggravare con una ulteriore lettura il tuo gravoso impegno, sia perché, come scrivi, sembra che tutto sia stato detto, poco o pochissimo fatto, e che la più parte di quanto si possa ancora dire appare stantio per i tanti luoghi comuni a quali nessuno di noi sembra ormai poter sfuggire.
Oggi credo opportuno indicarti la lettura di un articolo di Ilvo Diamanti sulla Repubblica perché trovo crudele, agghiacciante, per noi di una certa età e di una certa formazione, il risultato di un sondaggio che rileva come una larga maggioranza degli Italiani sia favorevole all’avvento di un uomo forte che sia capace di far uscire il Paese dall’attuale pania senza apparente via di uscita. Sembra proprio che la storia non ci abbia insegnato niente. L’evidenza è comunque quella dell’esito finale di decenni di scarsa qualità della scuola e della conseguente, inevitabile, attuale miseria culturale.
Poche righe però per alcune considerazioni relative alle migrazioni e all’immigrazione in Italia. Tutto giusto quello che dici. Non trovo però neppure nelle tue parole quel tentativo di analisi da cui dovrebbero discendere le relative conclusioni. In breve:
1- E’ chiaro che il fenomeno è mondiale: non se ne potrà uscire senza una redistribuzione della ricchezza, cioè futuri conflitti epocali;
2 - per quanto riguarda l’Italia, è possibile che un giorno diano il Nobel per la pace a Salvini per aver salvato un gran numero di emigranti. Ho molti dubbi sulla via migliore da seguire ma quando c’è una vita in pericolo, i miei dubbi svaniscono: se uno dice che sta affogando non posso dire, come Troisi: mò me lo segno. Lo salvo e basta e poi si vedrà. Forse non avrò salvato il Paese ma almeno avrò, avremo, salvato l’anima;
3 - è stupefacente come sui media nessuno tenti una analisi con i dati già in nostro possesso da diversi anni, in modo da legare il problema dei migranti non tanto alle nostre esigenze, sarebbe palese sfruttamento, quanto alle nostre possibilità: a) quale società vogliamo nell’Italia del futuro (chiusa, multietnica, bianca, colorata?);
4 - vogliamo una decrescita controllata o un incremento della popolazione, e se sì, come? 5 - quanti immigrati possono trovare lavoro nella nostra economia? (l’attuale anarchia è stata ed è funzionale al loro sfruttamento: industriali e agrari continuano ad arricchirsi ogni giorno sfruttando tanti poveri Cristi, per lo più nel silenzio di chi potrebbe controllare). quelli che già lavorano, anche se non del tutto in regola, vogliamo ributtarli al mare? Non sarebbe masochismo?
5 - quando è possibile l’accoglienza (leggi Riace) vogliamo rifiutarla per questioni di principio (non sarebbe razzismo?);
6 - quanti paesi spopolati dell’Appennino potremmo rivitalizzare con il concorso di tante buone braccia? (siamo diventati così stupidi da rinunciarvi a priori?).
Caro Stelio, ho buttato giù confusamente alcune cose che avevo dentro, non ci badare più di tanto. Quello che però mi stupisce è che non si faccia almeno un po’ di ricorso agli studi dei demografi. Dentro ci sono già molte risposte a queste confuse considerazioni e a tante altre, alle quali seguono normalmente solo luoghi comuni. Ecco, mi piacerebbe che almeno tu voglia farvi ricorso.
Un caro saluto.
Ennio Michele.

Caro Stelio,
la cosa che più stupisce in questi frangenti non è la miseria della politica e della plebe che siamo, ma l'assenza, il silenzio, il letargo delle élites intellettuali. Non voglio citare il Vate dei bei tempi andati, mi basterebbe qualche professore che si mettesse al moderatissimo livello del Croce Benedetto.
Cosa è cambiato antropologicamente?
Effetti del comunismo, della femminilizzazione del maschio, della mancanza di padri? Le idee sono molto meno chiare di un tempo. E, in genere, sinistra e femminilismo prosperano nella confusione dei ruoli, nel "trans".
Se dopo Weimar venne il "back-stop" nazista, potrebbe accadere anche stavolta. In mancanza di un "dio che ci salvi" potrebbe emergere un Salvini con i capelli biondi e senza doppio mento.
Non lo escluderei, considerando la indicativa vittoria del vecchio (e biondo) Donald.
Sempre che qualche professore universitario non si svegli e cominci a spiegare alle élites perché la solidarietà ben gestita è evolutivamente superiore alla competizione, per la specie umana.
Saluti da un depilato.
Fabio.

Caro Stelio,
Il fatto vero è che questi poveracci arrivano in Italia perché è l'approdo più vicino e, come risaputo, il loro sogno è raggiungere l'Europa del nord.
L'Italia non riesce a farsi sentire in Europa perché in ambito comunitario, con questi politici che la rappresentano non gode di alcun credito e quindi in merito alla condivisione dei migranti nemmeno ti rispondono.
Ha detto Gianni Letta, nella commemorazione del centenario della nascita di Andreotti, che il vecchio Giulio mai indossò nelle tante manifestazioni ufficiali alle quali partecipò come ministro degli interni, la divisa della polizia.
Se ricordo bene nemmeno Giorgio Napolitano, quando ricopriva la stessa carica.
E poi vuoi che in Europa ti prendano sul serio?
Giordano.

Ho risposto all’amico Giordano e questa risposta vale un po’ per tutti.

Caro Giordano,
purtroppo le polemiche in Italia si fanno sulle stupidaggini. Quella della divisa è un'idiozia come l'accoglimento istituzionale di Battisti. Se Salvini voleva ringraziare la Polizia poteva e doveva farlo al Viminale, non a Ciampino.
Non è un'idiozia, invece, il non aver fatto nulla contro i fuoriusciti "politici" accolti e foraggiati da Francia, Messico, Nicaragua e Brasile. ma nessuno ha protestato, e questo è gravissimo.
Le stupidaggini le capiscono tutti. Le cose serie sono più difficili e non se ne parla. Qual è il nostro punto di accettazione degli emigranti? 10.000, 100.000 o uno o due milioni?
Respingerli tutti non ha senso come accoglierli tutti. Il pietismo è stupido come il rancore.
A Siracusa i 46 emigranti stanno su una nave, alimentati, vestiti e assistiti dalle autorità italiane. Non sono in pericolo di vita. Non mi fanno pena. Mi fa pena la loro storia, ma che c'entriamo noi? Stanno scomodi, ma sono vivi. Dov'è il dramma? Il dramma è nel Mediterraneo dove sono morti a migliaia, in Libia, dove sono arrivati, nel deserto dove muoiono di sete. Davvero è colpa nostra?
Usciamo dalle polemiche sul nulla. Chi ci lucra sulla pelle di questi disgraziati? Come può essere accettabile questo tentativo di ricatto vestito di umanitario o questo della Libia, che vuole sempre più soldi da noi? Nessuno ha fatto nulla in passato. Oggi, forse, si fa troppo.
La politica è una cosa seria, ma non da noi. Un abbraccio.
Stelio.

Categoria:

Ritratto di Stelio W. Venceslai

Biografia

Stelio W. Venceslai, nato a Bologna, risiede a Roma, cittadino del mondo, conferenziere, polemista, scrittore, imprenditore, commentatore radiofonico.
Laureato in Giurisprudenza, revisore dei conti e docente universitario ha ricoperto numerosi ruoli nell’ambito dell’Amministrazione dello Stato e di alcune Organizzazioni internazionali.
Attualmente, s’interessa di ricerche sociologiche, filosofiche e storiche, con particolare riferimento al Medioevo e alle mutazioni sociali del nostro tempo.
Ha collaborato e collabora con numerose riviste, nazionali e internazionali, di diritto dell’economia, politica economica e politica estera.