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Dialogo senza rinunce

Il governo tratta con l'Ue sulla manovra e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini fanno quadrato attorno al premier Giuseppe Conte impegnato nella complicata partita con le cancellerie europee. "Il presidente del Consiglio - affermano in una dichiarazione congiunta i due - si sta dimostrando il garante ideale per la nostra interlocuzione con l'Europa".

Di Maio e Salvini confermano l'apertura a "un dialogo franco e rispettoso con le Istituzioni europee, senza rinunce - precisano però - su quel patto con gli italiani fondato su equità sociale, lavoro, crescita e sviluppo sostenibile che costituisce - sottolineano - la stella polare della nostra azione".

"Il Presidente - continuano - sta illustrando all'Europa le potenzialità dell'ampia agenda di riforme che riporterà il Paese a crescere, evitando il rischio di una terza recessione e aprendo all'Italia una prospettiva futura migliore". "Le nostre misure - assicurano Di Maio e Salvini- rimettono in moto l'occupazione e la produttività, tendendo la mano a chi è rimasto indietro in questi anni di crisi, dando respiro ai consumi e guardando agli investimenti come trampolino fondamentale per la crescita nel lungo periodo".

Dialogo con l'Europa sì quindi ma senza mettere in discussione le misure cardine della manovra come il reddito di cittadinanza e quota 100. "Siamo consapevoli che non si può fare tutto e subito", ha spiegato ieri sera Matteo Salvini, parlando della trattativa sulla manovra, a Non è l'arena su La7. Poi, riguardo alle ipotesi circolate riguardo ai ritocchi, ha spiegato che il deficit al 2%? "è l'ennesima bufala". E ha aggiunto: "Stiamo dando i numeri al lotto in queste settimane".

Intanto il governo giallo verde ha presentato ieri a Montecitorio una parte delle sue proposte di modifica alla manovra: si tratta di 56 emendamenti alla legge di bilancio. Stamattina il confronto va avanti in commissione Bilancio alla Camera: l'obiettivo è arrivare in Aula mercoledì per la discussione generale.