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Kiev chiede aiuto

I paesi membri dell'Alleanza Atlantica devono inviare navi nel Mare di Azov, dove Mosca ha operato il sequestro di tre imbarcazioni ucraine. A chiederlo, in un'intervista alla Bild, è il presidente ucraino Petro Poroshenko: "La Germania - ha dichiarato al tabloid tedesco - è uno dei nostri più stretti alleati e noi speriamo che i paesi Nato siano pronti ad inviare unità navali nel Mare di Azov a sostegno dell'Ucraina e a garanzia della sicurezza".

Il capo dello stato di Kiev non ha quindi risparmiato le accuse al presidente Putin, che si considera - ha detto - "un imperatore" e gestisce l'Ucraina come una colonia della Federazione. "L'unico cosa capace di farlo ragionare è che il mondo occidentale si mostri solidale", ha aggiunto, chiedendo nuove sanzioni contro Mosca.
"Non possiamo accettare le politiche aggressive di Mosca. Prima è stata la Crimea, quindi la parte orientale dell'Ucraina, ora vuole il mare di Azov. La stessa Germania dovrebbe chiedersi, che farà Putin se non lo fermiamo?", ha affermato. Per Poroshenko la Russia sta pianificando una nuova offensiva di terra contro l'Ucraina, accusa comprovata da immagini satellitari già fatte pervenire ai partner, ha assicurato.

Intanto, il ministro ucraino delle Infrastrutture Vladimir Omelyan ha accusato la Russia di impedire la navigazione da e in direzione dei porti ucraini di Mariupol e Berdyansk sul Mare di Azov. Stando al ministro, 35 imbarcazioni sono state bloccate e la navigazione è possibile solo in direzione dei porti russi. Accuse smentite da una fonte dell'autorità marittima della Crimea citata dalla Tass, secondo la quale "nessuno blocca le navi, il traffico dipende dalle condizioni meteo".

La stessa fonte ha sottolineato che le procedure di passaggio attraverso lo Stretto di Kerch prevedono la comunicazione con un preavviso di 48 ore e la conferma 24 ore prima del previsto passaggio. "Le notizie riferite ad imbarcazioni che attendono invano la concessione del permesso di transito attraverso lo Stretto sono false", ha concluso.

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