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Ultimatum Ue

Tre settimane per presentare a Bruxelles una nuova manovra. E' quanto chiesto dall'Unione europea dopo l'arrivo del documento programmatico di bilancio dell'Italia. Una bocciatura attesa, quella della Commissione europea, alla quale autorevoli fonti di governo M5S, in serata, hanno risposto che nessuna nuova bozza del documento verrà inviata da Roma a Bruxelles: "Siamo sulla strada giusta e non arretriamo di un centimetro".

E Conte lo ribadisce: "Il 2,4 al momento non si tocca, certo" ha detto il premier da Mosca. "Visto l'approccio dialogante mio e del governo, non avrò difficoltà a parlare con i singoli leader per offrire le più ampie spiegazioni sull'indirizzo specifico di politica economica che facciamo con questa manovra".

L'ITER - Anche il portavoce del ministero dell'Economia ha spiegato che l'opinione della Commissione "era ampiamente prevista" e che il governo "resta impegnato in un dialogo costruttivo con l'esecutivo Ue" e "si prepara a rispondere entro tempi previsti". Per questo, la tabella di marcia parlamentare della legge di Bilancio non subirà modifiche e, a giorni, approderà alle Camere per iniziare il suo iter.

L'EUROPA - Ma l'Europa resta in attesa. "Per la prima volta - ha detto il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis - siamo costretti a richiedere a un Paese dell'Eurozona di rivedere il suo documento programmatico di bilancio. Non vediamo alternative al richiedere al governo di farlo: abbiamo adottato un'opinione che dà all'Italia un massimo di tre settimane per presentare un documento programmatico di bilancio rivisto per il 2019".

GLI IMPEGNI - "Purtroppo - ha aggiunto - i chiarimenti ricevuti non sono stati convincenti abbastanza da farci cambiare la conclusione cui eravamo arrivati in precedenza, che sussista un'inosservanza particolarmente seria della raccomandazione fatta all'Italia dal Consiglio il 13 luglio scorso". Il governo italiano, ha rimarcato così Dombrovskis, "sta andando apertamente e consapevolmente contro gli impegni che aveva preso nei confronti di se stesso e degli altri Stati membri dell'Eurozona".

MATTARELLA - In serata, poi, parlando a Rimini all'Assemblea annuale dell'Anci, arrivano le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "La logica dell’equilibrio di bilancio non è quella di un astratto rigore: ci deve sempre guidare uno sguardo più lungo sullo sviluppo, la sua equità e la sua sostenibilità e, al contempo, occorre procedere garantendo sicurezza alla comunità, scongiurando che il disordine di Enti pubblici e della pubblica finanza produca contraccolpi pesanti anzitutto per le fasce più deboli, per le famiglie che risparmiano pensando ai loro figli, per le imprese che creano lavoro".