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Siracusa, riceviamo e pubblichiamo replica ad articolo

In data 3 agosto 2018 il Sig. D B ci ha contattati su Facebook per replicare, come da suo diritto, sull’articolo da noi pubblicato il 31 luglio: “A Siracusa Jvan è cresciuto nella legalità, ma quando denuncia la mafia viene isolato “Ci hanno minacciato davanti ai miei figli con le pistole”, in cui pur non risultando il suo nome si è sentito chiamato in causa.

IO: OK ha detto che vuole fare una replica, su cosa in particolare?

DB: Su tutto l'articolo che avete pubblicato

IO: Cominciamo dal centro ricreativo

DB (vocale trascritto): Allora il centro ricreativo non esiste, non è mai esistito, non abbiamo mai aperto un centro ricreativo. Ma bensì lui aveva aperto un… un’agenzia di scommesse, scommesse calcistiche, di tennis e quant’altro sul web. Per quanto riguarda come hanno aperto questo esercizio, lui si mise d’accordo con due dei suoi colleghi di cui era il suo… diciamo… era il suo capo e l’altro era un operaio semplice come lui, cioè questo signor Vella, che per altro io ho conosciuto tramite lui. Si misero d’accordo e fecero la società. Questa società dovevano uscire 5.000 euro ciascuno, allora lui uscì 5.000 euro, il Vella uscì 5.000 euro e l’altro collega, cioè il suo capo, capo settore, doveva uscire 5.000 euro. E già il primo imbroglio è là, perché lui gli disse al suo capo, gli disse: “Sai ci vogliono 5.000 euro perché per aprire un conto on-line bisogna depositare 15.000 euro, quindi 5.000 euro li devi uscire tu”. Questo signore, siccome aveva altre conoscenze, andò a informarsi e per sapere di più e se era vero che per aprire un conto online ci vogliono dei soldi depositati?, e tutti quanti gli risposero no, non è vero, i conti questi qua online non si depositano. In pratica loro ti inseriscono, ti fanno un database, ti inseriscono dei soldi virtuali, tu questi soldi virtuali nella settimana li spendi facendo scommettere agli altri poi fine settimana fatti ritornare i 5.000 euro da questo psicopatico (Jvan, ndr) perché sennò va a finire che qua va tutto a monte. Un giorno, c’erano 2.000 euro nel conto on-line: lui si giocò tutti i soldi in una sola partita, era di domenica… non so se lei lo sa ma questi siti vanno forte di domenica quando ci sono le partite. Verso le tre e mezza mi chiama il Vella dicendo: “Come mai il locale è chiuso?”, e io gli ho detto: “Non lo so, può essere che hanno staccato l’internet” e invece lui mi disse: “Perché mi prendi in giro anche tu? Ho visto che nel conto online non c’è più una lira” quindi ovviamente come fate a fare le scommesse. E da lì è nata tutta la discussione tra il Vella e questo pseudo-fratello. Il Vella ci andò e gli disse: “Senti, a me ritornano i miei 5.000 euro e tu ti tieni tutto quello che ti devi tenere che a me non interessa, non sei una persona affidabile, anche perché tuo fratello qualche mese prima, prima di aprile, mi aveva avvisato che comunque non voleva assolutamente che tu facevi società o che lui si potesse aprire questa agenzia”. E’ come se uno che spaccia la droga, dà da spacciare la droga uno che si fa di droga, è una cosa che non può corrispondere perché prima o poi nasce la discussione. Siccome io so che mio fratello sin da piccolo è stato sempre un giocatore d’azzardo, quindi quando loro avevano deciso di fare questa cosa, io ero il primo ad essere contrario a tutto questo.

DB: Visto che poi è stata scoperta tutta questa situazione, ovviamente il suo capo non gli facev… diciamo che non c’era più l’amicizia che era nata prima come i colleghi di lavoro, quindi lui per la forte vergogna mancava sempre in malattia, non andava a lavorare, quindi io un giorno gli dissi: “Senti, guarda che qua quando arrivi a un certo numero di malattia, guarda che c’è il licenziamento immediato quindi non scherzare con il lavoro. Se tu devi dare dei soldi al Vella, quello o a quell’altro, poco alla volta te li puoi togliere, perché bene o male prendi 3.000 euro al mese non è che sono pochi”.
Per quanto riguarda il posto dell’ISab, un giorno cos’è successo: che lo mandarono a chiamare per… per le troppe malattie che lui aveva fatto, e lo mise in ufficio anziché fare le nottate che là si… si… insomma là si toccano ponti di petrolio, un po' pericoloso, gli disse: “Visto che lei ha avuto tutte queste malattie, perché già lei ha avuto una patologia – che effettivamente lui ha avuto una patologia circa 15 anni fa – visto che c’ha questo, sa siccome tu usi delle cose un po' pericolose, facciamo che ti mettiamo in ufficio, anziché fare le notti fare 10-12 ore ti fai le tue 6 ore ma chiaramente lo stipendio non è più come prima”.
E lui da là ha cominciato ad andare in escandescenza con l’Isab e imbrogliando che il suo collega lo minacciava, che quello gli cercava l’estorsione, tutto falso, tutto assolutamente falso. Io ne sono testimone e immaginati anche un po' che anziché difendere una persona estranea difendi un fratello, sicuramente io difenderei sempre mio fratello, ma fin quando mio fratello sarebbe difendibile, invece non è difendibile assolutamente perché ha messo gente nel mezzo, io sono… che anche io sono mafioso, appartengo a una squadra di Siracusa, io faccio i neomelodici per la mafia… Si informi bene chi sono io, vada sul mio profilo e si informi bene chi sono io. Io sono una persona semplice, educata, rispettosa con tutti. Io ho amicizia… politici, ho amicizie… poliziotti, carabinieri, ho amicizie… attori, cantanti. Io sono una persona molto semplice e non è vero che io ero in mezzo alla strada, io in mezzo alla strada non ci sono mai stato, io ho sempre lavorato nella mia vita.

DB: Quindi, ritornando al discorso Isab lui fece un po' di casino: cominciò a salire nelle torrette, a fare quello a fare quell’altro, fin quando lo hanno licenziato. E le dico di più: prima che lui fosse licenziato gli offrirono 100.000 euro, 100.000 euro per andarsene. La risposta di questo psicopatico fu che: “Io con 100.000 euro non riesco a togliermi neanche i debiti”. Ovviamente chi per l’Isab parlava gli disse: “Eh Signor B... ma i debiti non li abbiamo fatti noi. C’è, lei vuole capire che lei è un semplice operaio all’Isab, non è lei porta avanti l’Isab ma è l’Isab che porta avanti lei e la sua famiglia” .

DB: Sto rientrando a lavoro, mi stanno tornando 9 anni di stipendio, ma io non mi sono messo su un balcone, non ho preso per mafioso a nessuno. Mi sono messo da parte della Legge, con calma e ho aspettato, ma in mezzo alla strada lui non mi ci ha mai tolto. E le voglio dire anche di più: io da solo mi sono cresciuto un figlio, a me mi è morta la moglie 15 anni fa, mio figlio aveva appena 4 anni, bene io da allora ho sempre lavoro, nel bene o nel male ho lavorato sempre nella legalità, mi sono cresciuto mio figlio, mio figlio oggi ha 18 anni e sono orgoglioso di aver fatto tutto questo da solo. Le voglio dire anche un’altra cosa: un due mesi fa mio figlio con la sua fidanzata, con la macchinina che passeggiava, lui l’ha fermato facendoci le corna, mostrando il dito neanche a dire la parolaccia, c’è per invogliare mio figlio a litigare, perché lui va cercando dalle persone che qualcuno lo prendi a schiaffi, così lui se ne fa una ragione.
Lui vuole essere il Paolo Borrometi 2 la vendetta a Siracusa, ora non per Paolo perché a me non mi interessa ognuno nella vita fa ciò che vuole, ma lui non è Paolo Borrometi, lui è solo ed esclusivamente un psicopatico del cazzo.

DB: Quindi mi spieghi lei qua chi è il mafioso, chi è il furbo e chi è il cretino. Io non sono un mafioso, né un furbo e neanche un cretino. Io sono una persona per bene. Lui che va dicendo che quello gli ha cercato l’estorsione, che quello ha fatto quell’altro, non è vero nulla mi creda, glielo giuro sulla tomba di mia moglie, mi creda è un psicopatico veramente… Mi ha denunciato un milione di volte, ad un certo punto la polizia gli ha detto: “Non venire più perché la prossima volta ti arrestiamo perché hai rotto”. Va dicendo che io lo minaccio ma non è vero assolutamente, non me ne fotte proprio di questo personaggio, non mi interessa completamente. Io i miei problemi mi sbrigo solo i miei. E’ un personaggio veramente squallido, squallido, squallido. Ora ce l’ha con Zito, Stefano Zito adeso è diventato un mafioso, è diventato… il 5Stelle non è più buono… non c’è con la testa! Signori miei… mi mette la fotografia che io sono con il figlio di un uomo che è in carcere. Bene io glielo posso anche spiegare: quel ragazzino io l’ho cresciuto, è cresciuto a casa mia, quindi qual è il male che io mi posso fare una foto con un figlio di uno che è in carcere? Io ho le foto con figli di poliziotti, io ho le foto con un figlio di un giudice, io ho le foto con i figli dei cantanti, con i figli degli attori. Allora, io perché ho questa foto, io sono un delinquente, sono un mafioso e sono un appartenente… Mi creda signorina o signora, con il suo fare è riuscito a dividere una famiglia di cinque fratelli e una sorella, non ci parliamo più nessuno con l’altro. Ora gli altri fratelli l’hanno capito quanto è psicopatico e l’hanno allontanato anche loro, quindi stia attenta perché questo personaggio la porterà ad avere solo dei guai, perché tranquillo che se io leggo una cosa del genere io sono messo in causa io vado dai miei legali e non è la prima volta che tanti giornalisti hanno preso le denunce nei miei confronti.

IO: A quale foto si riferisce?

DB: Se lei va sul profilo di questo psicopatico proprio ora me l’ha messa (ore 19.06, ndr), dieci minuti fa, è una foto dove sono con un ragazzo, questo ragazzo il papà ha i problemi suoi, e sono i problemi suoi non sono i miei, ma io l’ho cresciuto questo ragazzo, l’ho cresciuto quindi il fatto che mi abbia fatto una foto o meno, che non mi ricordo neanche per quale fu l’occasione, perché deve essere additato che io sono un mafioso?... mi spieghi lei. Allora se io mi faccio la foto con il figlio di un poliziotto, sono uno sbirro? Eh non funziona questa cosa, quindi veda lei. A me per strada mi ferma minaccia “tu sei mafioso, perché non mi spari? Ancora sto aspettando a te che mi spari” perché vuole la reazione, la mia, io l’ho denunciato due milioni di volte e la polizia me l’ha detto: “Signor B, lui vuole questo quindi faccia finta che non lo ascolti”, ma la mia pazienza quanto limite può avere? La pazienza di un uomo quanto limite può avere? Me lo spieghi lei che io non riesco a capirlo, può darsi che lei ha più pazienza di me, ancora fino a oggi sto resistendo, sto… non faccio il suo gioco e sicuramente non lo farò perché io ho un figlio da crescere.

IO: Ma prima di questa storia che fratelli eravate? Andavate d'accordo?

DB: Sì, sì andavamo tutta la famiglia d’accordo. Lei immagini che tutte le domeniche eravamo tutti da sua madre, perché da oggi in poi rimane solo sua madre perché io mamma non ne ho più, eravamo tutti a pranzare la domenica. Del momento in cui è successo questo fatto non ci parliamo più nessuno, assolutamente nessuno, non ci vediamo più, non ci parliamo più come degli estranei, come degli estranei. Lui è riuscito a distruggere sei famiglie, non una quella sua sola, sei famiglie ha distrutto, sei. Io a mio figlio me lo sono cresciuto da solo quindi gli leva dalla bocca che a me mi aveva fatto un favore togliendomi dalla strada, sono io che dovevo togliere a lui dalla strada per tutti i casini che ha combinato. Fin quando gli ho detto: “Da oggi in poi ti prendi le tue responsabilità. Il Vella se ti ha cercato per i 5.000 euro è perché lui li ha messi ed è giusto che tu glieli dovevi tornare”, addirittura io ci andai a casa e gli dissi: “Perché minacci mio fratello? Perché fai questo, perché fai quello? Mio fratello deve lavorare”, lui piangendo mi disse: “Baio nemmeno lo cago io a tuo fratello, io però pretendo che mi ritorna a me i 5.000 euro miei che io mi sono fatto prestare da mio padre” quindi che male ha fatto questa persona? Che va dicendo che gli ha cercato l’estorsione? Ma lei si rende conto… è un rovina famiglie, glielo posso assicurare, guardi glielo assicuro.
Noi ormai a Siracusa siamo tutti mafiosi, tutti quelli che lui vede sono mafiosi, devono venire tutti cioè, dovrebbero fare un carcere per tutte le persone di Siracusa, deve rimanere lui solo perché lui è il Santo della legalità… non è questo, non è vero. E non è vero che n’è andato dalle case popolari perché… no, non è vero niente, è perché lui, l’ultimo di famiglia, è stato più viziato del normale e ha portato a mio padre e a mia madre, anzi a suo padre e a sua madre, in mezzo alla strada, quelli vivevano su 120 mq di casa popolare e glielo ha fatto lasciare, ha capito? E ora questi sono i risultati.

BD: Io circa 12 anni fa sono stato in carcere, sa per quale accusa? Perché avevo una pistola giocattolo modificata. Quindi sono mafioso? Mi faccia capire, sono mafioso perché io avevo una pistola giocattolo modificata? Boh

IO: Quindi secondo lei non è vero che il clan Bottaro-Attanasio l'ha minacciato?

BD: Il clan Bottaro-Attanasio nemmeno lo conoscono, non sanno neanche chi sia. Io a cinquant’anni non li conosco figurati un po'. Che interesse hanno di andargli a cercare l’estorsione a lui? Perché cosa c’ha? Ha una discoteca, è padrone di un palazzo, è padrone di non so di che cosa? Di che cosa è padrone? Della fame che c’ha! Dell’ignoranza che c’ha! Perché è anche ignorante, è un psicopatico mi creda. Io non difendo i mafiosi, non mi interessa dei mafiosi, io non c’ho mai mangiato e nemmeno loro mi hanno mai dato da mangiare, si figuri se li dovrei difendere io, non mi interessano, sono solo cazzate, per farsi una ragione di che cosa non l’ho mai capito. Veda, Siracusa è un piccolo paese, non è una grande città come Roma come Milano, che per venire da lei devo fare cinque, sei, dieci chilometri di strada, no Siracusa è piena di palazzi appena ti giri vedi a tutti quelli che devi vedere, quindi qua sappiamo tutto di tutti e tutti sanno di tutto, tranne questo fatto che gli hanno cercato l’estorsione a questo psicopatico, perché non è vero, non è vero. Il suo intento è di avere una scorta ed essere pagato dallo Stato, sapesse la mente contorta che ha questo personaggio, una mente contorta. E’ stato denunciato anche per procurato allarme perché un giorno scomparì, scomparì completamente, lo cercavano tutti quanti, fecero la denuncia ed era a Milano, anche Chi l’ha visto, addirittura anche “Chi l’ha visto?” ne ha parlato, l’hanno denunciato.

IO: Quindi tornando a prima, lei ha creduto al Vella e non a suo fratello?

DB: No, non è che io abbia creduto al Vella, io ero testimone di quello che è successo è ben diverso. Non è una questione che io… vedi in questa situazione non c’ero quindi non so a chi credere, se credere a questo psicopatico o al Signor Vella, no, ero testimone proprio oculare, testimone oculare sia quando gli ha dato le 5.000 euro e sia quando glieli ha cercati con i suoi diritti ovviamente, dicendo: “Scusa tu ti giochi tutti i soldi, allora tu mi ridai i soldi a me e il locale te lo tieni tu da solo e a me mi levi in mezzo a questi impicci, perché ho visto che sei una persona inaffidabile, imbroglione, e che comunque a lavoro fai quello che vuoi tu”.
Per quanto riguarda sull’Isab delle sigarette, del contrabbando… glielo dica quante volte lui mi ha portato le sigarette da vendere, glielo dica, sennò glielo dico io il magistrato lo sa anche. Anche a lui gli piaceva fare certe cose, ora non va più.

IO: Forse non ho capito, ma se era testimone perché è andato dal Vella a chiedergli che cosa voleva da suo fratello?

DB: No, sicuramente non ha capito. Quando si litigarono con il Vella e il Vella gli chiese di nuovo la restituzione dei soldi, dopo circa sei-sette giorni che lui non andava a lavorare e io ci andavo a casa e gli dicevo: “Scusa ma perché non vai a lavorare? Come mai non stai andando a lavorare?” e lui mi diceva: “No, sono in malattia” e io gli dicevo: “Guarda che la malattia non ne puoi fare tanta perché c’è un numero chiuso, dopodiché ti arriva il licenziamento immediato a casa” e lui mi disse che non andava a lavoro perché il Vella lo minacciava. Allora ho detto: “Ah il Vella ti minaccia, vabbè, ci vado io a casa, lo incontro io stasera il Vella”. La sera io incontrai il Vella e gli dissi: “Quanto ti deve mio fratello 5.000 euro? Per ora non ce l’ha, come possiamo fare per fare un accordo? L’importante è che per ora tu non lo minacci più, perché mio fratello non viene a lavorare per questo”. E il Vella piangendo mi disse: “Non è vero assolutamente niente che io lo minaccio, io nemmeno lo penso a tuo fratello, non lo guardo neanche in faccia per l’azione che mi ha fatto e per l’amicizia che avevamo. Gli ho semplicemente chiesto di tornarmi i miei 5.000 euro”.

IO: Ah ok

DB: Lui voleva che l’Isab licenziasse il Vella e si tenesse lui, perché lui era migliore del Vella, invece l’Isab non ha riscontrato un qualcosa che potrebbe licenziare il Vella.

IO: Credo mi abbia detto tutto, o manca qualcosa?

DB: Guarda ce ne sarebbe tante cose da dire che magari ora mi sfuggono, però mi creda è psicopatico. Lei vada…. Non so se lei è di Roma o di dov’è lei, venga a Siracusa, si vada a informare in questura, si vada a informare ai carabinieri, si mettono a ridere solo per quando lei gli fa il nome e cognome gli ridono in faccia, gli dicono: “Guardi non ci faccia perdere tempo che già ne abbiamo perso abbastanza con questo signore”. Ha più… le sto dicendo ha più denunce lui che un mafioso vero, per tutte le cazzate che va dicendo in giro. C’è, metteva a rischio i suoi figli, perché quando tu fai nomi e dei cognomi che noi sappiamo, perché questi nomi e cognomi tu li fai perché li leggi nei giornali non è che li fai perché ci hai avuto a che fare, e metti a rischio dei bambini, ti dovresti vergognare da padre, da padre! Io se mi vado a cacciare in un guaio, io metto al sicuro mio figlio, non me lo porto dietro che potrei avere delle ritorsioni.

IO: Rispetto all'articolo mi sembra che ha toccato ogni punto

DB: Io non ho mai avuto una denuncia, non sono mai stato accusato per associazione mafiosa, per spaccio di droga e quant’altro, una volta sola dieci anni fa, dieci-undici anni fa glielo ripeto, fui denunciato per una pistola giocattolo modificata, fui arrestato, perché ovviamente eh… porto illegale d’armi è la cosa più ovvia, ma non per questo sono mafioso o appartengo alla squadra Bottaro-Attanasio o quello che sia. Io combatto per il sociale, sto in un quartiere difficilissimo, combatto per queste persone, do da mangiare a tanti bambini che hanno i papà in galera… lei si figuri, ho comprato io una panineria, l’ho aperta in quel quartiere, erano più i panini che regalavo ai bambini che purtroppo hanno i problemi loro con i padri, con le madri, ho dovuto chiudere perché ho detto “ma non posso dare da mangiare a tutto il quartiere così”. Ho organizzato delle manifestazioni canore, ma con delle persone importanti, ho avuto… per tre volte qua in questo quartiere, pagandolo da me stesso, il famoso attore Toni Sperandeo, insomma… ho… sono nel sociale e non vedo cosa centri io con quello che dice lui. Lui lo dice per farsi una ragione, io lo dico perché è la verità. Ovviamente lei si faccia un giro sulla mia pagina Facebook e veda un po' chi sono, io questo sono e questo sarò sempre.

IO: Va bene

DB: Sa perché lui ce l’ha con me? Perché io avevo smesso di difenderlo, perché io una sera mi ci sono incazzato e gli ho detto: “Allora, fin quando sei difendibile ti difendo alla morte perché sei, eri comunque mio fratello, siccome non sei difendibile perché vuoi sempre avere ragione tu accusando persone e dicendo cose false, io ti abbandono al tuo destino”, quindi da allora non è neanche mio fratello.

DB: E fidati, accertati di tutto quello che ti dice, fanne… fanne buon uso, perché tante persone importanti l’hanno buttato nel cesso, perché poi hanno parlato con me, hanno fatto degli riscontri con la polizia, hanno fatto degli riscontri con personaggi di un certo valore tipo politici e cose varie, l’hanno buttato nel cesso, chiedendomi più di una volta scusa. Ovviamente non vorrei le tue scuse, però perlomeno metti questo articolo, perché io tutto quello che ho detto lo posso puntualizzare in ogni momento… a parte che già il giudice sa tutta la storia, perché io ho parlato con un magistrato che mi hanno interrogato, infatti io sono l’unico testimone contro di lui, perché lui non ha neanche testimoni, io sono l’unico, sono contro di lui per la verità attenzione, per la verità. Perché tra difendere il mio sangue e il sangue estraneo, difenderei sempre il mio ma quando si può far difendere non così. E lui, mi ha detto un personaggio della polizia molto importante, mi ha detto: “Lui ti provoca, perché siccome sa che sei testimone contro di lui, ti provoca, di modo che tu fai una reazione e tutto quello che tu devi testimoniare contro di lui ti cade. Ti vuole portare in questo tranello”. Quindi state attenti tutti quanti: vi prego, quando lo ascoltate, ascoltatelo però fate i dovuti accertamenti per vedere se è vero ciò che dice.

IO: Chi è questo personaggio della polizia?

BD: Beh sicuramente non glielo dico a lei, quello è un mio amico, è da 23 anni che fa il poliziotto ed è una persona molto intelligente e mi ha detto: “Attento perché ti vuole portare in questo punto”. Anzi mi ha avvisato ovviamente perché io andandolo a denunciare ciò che lui fa, lui mi ha spiegato che lui vuole che io cada in questa trappola. Quello è un amico mio, io mi sono cresciuto con questo personaggio, quindi non è che gli posso dire a lei chi è.

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Ritratto di Valentina Tatti Tonni

Biografia

Valentina Tatti Tonni nasce a Roma nel 1991, mentre si laurea e prende due master in reportage di viaggio e relazioni internazionali collabora con varie testate cartecee e online perseguendo il Giornalismo come una missione umanitaria. Si interessa di antimafia, diritti umani e buon cibo.