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“Uno spazio minimo” di Rosalia Messina, un romanzo che veste l’anima con la scrittura

“Uno spazio minimo” di Rosalia Messina, un romanzo che veste l’anima con la scrittura
Una scrittura essenziale e analitica, carica di fondamenti epistemologici che forniscono la giusta direzione di senso. Rosalia Messina è come un abile sarto letterario, imbastisce un abito di parole che veste a perfezione i concetti, un meraviglioso contrario che ingaggia col suo personaggio principale, che non riesce a vestire bene con le parole i suoi pensieri, creando spazi di silenzio apparentemente incolmabili.

“Uno spazio minimo”, Melville Edizioni, di Rosalia Messina è un romanzo unico e straordinario. Un romanzo che appassiona fin dalle prime battute, riesce a coinvolge il lettore e persino strappargli lacrime. Una storia che andrebbe letta da chi vuol cimentarsi nell’arduo compito di diventare presto genitore, da chi lo è, e soprattutto da tutti gli esseri umani che sono o sono stati prima d’ogni cosa figli.

Se il mistero della letteratura risiede in ciò che le parole non dicono questo romanzo è uno stumento di indagine privilegiato per quanti vogliono capire i segreti che si annidano negli spazi vuoti di un personaggio, luoghi che riesce a ricavarsi acquisendo una propria esistenza.
La vita della protagonista, Angelica Alabiso, potrebbe essere la vita di ciascuno di noi. È quella strana sensazione che ad un certo punto fa capolino e ci da la sensazione che tutto stia passando davvero così in fretta da non riuscire ad accorgercene. È la vita stessa che travolge, che colpisce al cuore, allo stomaco e opprime l’individio nella sua misera e semplice dimensione finita.
Ma tutto questo diventa presto riscatto e felicità; quando la protagonista scoprirà che anche attraverso l’aiuto dato agli altri potrà sperimentare la sua salvezza, la sua guarigione.
Quando riusciamo finalmente a raccontare e raccontarci sotto la sfolgorante luce del sole.
Quando impariamo a sorridere delle avversità, misurare le emozioni e compensarle.
“Uno spazio minimo” è un preciso luogo, mentale, fisico, psicologico e di senso.
È un luogo dove finalmente con la protagonista prima bambina, poi adulta, infine matura riusciamo ad esprimere la poetica della vita recuperando la dimensine cosmologica che abbiamo perduto con l’avanzare del senso di colpa e della psicologia troppo invadente del ‘900.
Rosalia Messina con questo romanzo da prova di grande maturità. Padrona degli strumenti più alti del “narrare”, forme retoriche, ritmo, metatesto e universalità del messaggio.
Un romanzo da leggere con gli occhi, vivere con la mente e rileggere col cuore; per avere quella strana sensazione, che è dei romanzi riusciti, di aver vissuto una vita in più.

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Ritratto di Silvio Aparo

Biografia

Silvio Aparo nasce a Siracusa nel 1971 ma comincia i primi passi professionali a Milano, presso la redazione de “La Voce” di Montanelli, dove nel 1994, in qualità di photo editor, è parte del team creativo del giornalista Vittorio Corona.
Corrispondente del Giornale di Sicilia dal 2004 fino al 2011, si occuperà anche di ricerca, sviluppo, progettazione editoriale e nuovi modelli di business editoriali.
Dal mese di febbraio 2018 è fondatore e Direttore del quotidiano di inchieste e approfondimenti nazionali VoxPublica.it