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La Sicilia che non si arrende

Partire con un nuovo giornale indipendente, in un periodo così delicato per la nostra democrazia, è un grande atto di coraggio ed equivale a respirare una ventata d’aria buona. L’Italia sta attraversando una crisi drammatica, governanti sempre più screditati hanno imperversato, sostenendosi a vicenda e utilizzando il Parlamento a loro uso e consumo, autoassolvendosi e modificando le leggi per il loro tornaconto. Tutto ciò ha creato un clima di sfiducia se non di rivolta vera e propria nei confronti dello Stato. In mezzo a tanta miseria umana, noi vogliamo ricordare i magistrati che della legalità anno fatto il loro ideale di vita; la loro umanità, la loro professionalità, la loro condizione per nulla piacevole di uomini minacciati di morte e costretti a vivere da reclusi sotto protezione. I tanti giudici assassinati per aver compiuto il loro dovere, i tanti, troppi, eventi di sangue che hanno ridotto negli anni passati la Sicilia a una sorta di Far West: lotte tra faide rivali, ragazzini minorenni assoldati per uccidere, altri giustiziati con estrema crudeltà per aver sgarrato o aver mancato di rispetto al boss di turno. Vogliamo immaginare un futuro di riscatto e di dignità. La Sicilia non è abbandonata al proprio destino, nonostante le carenze di organico, nonostante possa capitare che nelle procure un giudice debba acquistare di tasca propria la carta per le fotocopie, in quanto non ci sono soldi; e soprattutto nonostante questa classe politica e questi governanti cerchino di delegittimarli per coprire le proprie nefandezze. C’è voglia di riscatto in Sicilia, nel Sud e nell’Italia intera. Gli imprenditori taglieggiati prendono coraggio e denunciano i loro estortori, i giovani scendono in piazza, la gente si raccoglie attorno agli eroi caduti. Sicuramente il barbaro assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha segnato una svolta determinante per una presa di coscienza dei siciliani. Un punto di non ritorno. Per la dinamica eclatante, per la popolarità dei personaggi, ma tanti altri sono caduti e non devono essere dimenticati. La mafia è un bubbone ancora da sconfiggere, occorre lavorare tanto. La lotta alla mafia inizia alla fonte, nelle scuole, educando i ragazzi alla legalità, facendo loro capire che violenza e prevaricazione non pagano. Questa terra è stata saccheggiata, depredata, svilita. È tempo che rialzi la testa e torni in possesso della propria dignità.

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Ritratto di Salvo Zappulla

Biografia

Salvo Zappulla ha pubblicato varie opere di narrativa: “Le due anime del giullare” (1992), “Il maresciallo dei sogni rubati” (1998), “L’ombra” (1999), “La rivolta della natura” (2002), “Il mostro” (2003). “In viaggio con Dante all’inferno” (2004). "Lo sciopero dei pesci" e "Il pollaio dice no" per il Pozzo di Giacobbe. Edizioni in ristampa dei romanzi di Zappulla sono state corredate da schede didattiche e adottate, come narrativa, nelle scuole medie. E’ il presidente dell’Associazione Culturale Pentelite, che organizza la Mostra-Mercato dell’editoria siciliana. Presidente del Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”. Collabora con diverse testate giornalistiche.