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Dovete godere! Da sudditi a consumatori

Dovete godere! Da sudditi a consumatori
Il globalismo assoluto oggi imperante promuove sotto ogni profilo processi di soggettivazione individualizzante e anticomunitaria.

Produce, per il tramite di una nuova ingegneria antropologica, soggetti isolati e separati, concorrenziali e privati, coerenti con l’essenza della nuova società di controllo che governa separando, individualizzando, spezzando i vincoli etici comunitari e solidali.
L’eticità solidaria e comunitaria di tipo borghese è annichilita con l’avvento del nuovo turbocapitalismo flessibile e assoluto, che pone in essere la figura dell’insocievole socievolezza di un’atomistica concorrenziale ove i soli legami sono quelli disegnati dalla logica liberoscambista.
Nel Sessantotto, l’integrazione al nuovo sistema post-borghese e ultra-capitalistico prese, così, a essere illusoriamente definita “rivoluzione”. Le lotte sessantottesche contro i tabù e i divieti, contro l’etica austera e i limiti hanno favorito l’avvento del capitalismo assoluto della smisuratezza elevata a sola norma di una neo-cartesiana “morale provvisoria” permanente. Secondo quanto già ebbe a rilevare Michel Clouscard, contro la falsa coscienza necessaria dei contestatori, la lotta contro l’istituzionale non era altro se non la lotta per la sostituzione dell’istituzionale passato con quello a venire .
Il Sessantotto – occorre insistervi – costituisce lo snodo decisivo, il tornante storico fondamentale per la riconfigurazione della tradizionale lotta contro il capitale (frutto dell’unione della coscienza infelice borghese e delle lotte proletarie per il riconoscimento) in una nuova lotta per il capitale, identificando il nemico non più nel nesso di forza capitalistico, bensì nelle forme etiche borghesi e proletarie di esistenza comunitaria, ossia in quelle che il capitalismo stesso aveva individuato come ostacoli alla sua dinamica di autoassolutizzazione post-borghese e post-proletaria: dai diritti sociali e del lavoro (elemento proletario), alla dimensione etica borghese (famiglia, Stato sovrano, istruzione classica, ecc.). Di qui il mito fintamente emancipativo della liberalizzazione individualistica dei costumi e dei consumi: la quale emancipa, libera e rafforza solo il sistema della crematistica globale nel suo nuovo assetto post-borghese, post-proletario e liberal-libertario, non più disciplinare ma permissivo, centrato sulla ridefinizione dei sudditi come consumatori.
Il capitalismo flessibile mira a liberarsi definitivamente dall’etica borghese e dalla coscienza oppositiva di classe, per imporre il nuovo profilo dell’individuo post-borghese e post-proletario (l’oltreuomo di un Nietzsche riletto in chiave postmoderna), mero atomo desocializzato e portatore individuale di volontà di potenza consumistica illimitata e coestensiva rispetto al valore di scambio disponibile. La lettura – à la Vattimo o à la Deleuze – di Nietzsche come profeta del postmoderno, della trasvalutazione di tutti i valori, dell’avvento dell’oltreuomo e del valore emancipativo del nichilismo non è altro che il tentativo ideologico di legittimare il passaggio dal “moderno” capitalismo borghese e proletario al “postmoderno” turbocapitalismo post-borghese e post-proletario concepito come “gabbia d’acciaio” ineludibile ma con garantito il comfort del self-service generalizzato dei costumi e dei consumi (il nichilismo capitalistico trasformato falsamente in luogo dell’emancipazione).

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Ritratto di Diego Fusaro

Biografia

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).