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TRAGEDIA RIGOPIANO

Indagati D'Alfonso, Chiodi, Del Turco e quattro assessori alla P.C.

Tre presidenti di Regione e quattro assessori sono indagati dalla Procura di Pescara nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola.

Due ex presidenti di Regione e quattro assessori, l’ultimo filone di inchiesta sui morti sotto la valanga di Rigopiano che travolse la struttura e provocò la morte di 29 persone, trascina nelle carte della Procura l’attuale presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e due dei suoi predecessori, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi oltre i quattro assessori, che nell'arco degli ultimi 10 anni si sono susseguiti nella delega di Protezione Civile: Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca, quest’ultimo tutt’ora in carica.

Si allunga così la lunga lista degli indagati, i nomi illustri di ieri si aggiungono a quelli del presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, del tecnico comunale Enrico Colangeli, Bruno Di Tommaso, gestore dell’albergo e amministratore e legale responsabile della societa’ “Gran Sasso Resort & SPA”, Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio di viabilita’ della Provincia di Pescara.

I Carabinieri forestali stanno notificando a tutti la richiesta di identificazione con l’elezione di domicilio. Questo filone di inchiesta, che coinvolgerebbe anche funzionari regionali, riguarda la mancata redazione della Carta valanghe.

I reati ipotizzati dal procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico, alla rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

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