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Vi spiego perché il capitale vuole oggi distruggere la famiglia

Il fanatismo economico chiamato capitalismo aspira a distruggere la famiglia per più ragioni, tutte coerenti con la dinamica di deeticizzazione propria della nuova fase post-borghese e post-proletaria. Per un verso, come si è sottolineato sulle orme di Hegel, la famiglia implica un altruismo donativo sottratto alla logica mercatistica e centrato sul senso di appartenenza alla comunità di cui si è parte.

Per un altro verso, in modo sinergico, la famiglia è variamente avversata dal capitale, giacché essa costituisce la prima forma di comunità ed è la prova che suffraga l’essenza naturaliter comunitaria dell’uomo.
Con le parole di Tommaso, homo est naturaliter animal domesticum et civile : l’uomo è animale “familiare” e dunque, intrinsecamente, comunitario, in quanto nasce nello spazio intersoggettivo della relazione familiare come comunità originaria. L’individuo, una volta di più, non è originario, ma può costituirsi unicamente sul terreno comunitario delle relazioni inetsroggettive nelle quali viene al mondo.

Il capitale, dal canto suo, aspira a vedere ovunque atomi di consumo isolati, annientando ogni forma di comunità solidale estranea al nesso mercantile. Il vincolo etico solidale, dalla cellula famigliare fino alla comunità nazionale dello Stato, è dissolto nell’atomistica delle monadi narcisistiche in grado di stabilire soltanto relazioni a tempo determinato. La società competitiva e deeticizzata si fonda sulla rimozione di ogni legame comunitario, etico e solidale, subito demonizzato come autoritario, totalitario e discriminatorio.

Questo significa che, nell’odierna “notte del mondo” (Hölderlin) del monoteismo del mercato, la famiglia, ove ancora esista, costituisce una forma di resistenza alla modernizzazione capitalistica post-borghese e alla logica illogica della precarizzazione universale. È, per così dire, la cellula comunitaria basica da cui prendere le mosse per ricostituire legami solidali e già potenzialmente antagonisti rispetto al valore di scambio e all’antropologia dell’individualismo acquisitivo.

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Ritratto di Diego Fusaro

Biografia

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).